ringiovanire i vasi sanguigni
Un gruppo di ricercatori dell’Università del Colorado sta studiando un antiossidante che, agendo sui mitocondri, sarebbe capace di invertire l’invecchiamento delle cellule del sangue, ringiovanendo il sistema vascolare umano fino a 20 anni e migliorando la salute cardiovascolare fino al 42%.

Lo studio

La ricerca, pubblicata sulla rivista Hypertension, ha visto la partecipazione di 10 donne e di 10 uomini di età compresa tra i 60 e i 79 anni. Metà degli uomini e metà delle donne coinvolti hanno assunto 20 milligrammi al giorno di un supplemento alimentare chiamato MitoQ, ottenuto alterando chimicamente l’antiossidante naturale Coenzima Q10 per farlo aderire ai mitocondri all’interno delle cellule, in modo da minimizzare l’effetto dei radicali liberi. Al gruppo di confronto, invece, è stato somministrato un placebo.

Dopo sei settimane, i ricercatori hanno analizzato il funzionamento dell’endotelio, il tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni e del cuore, e misurato la dilatazione delle arterie durante l’aumento del flusso sanguigno.


Allergie alimentari nei bambini: individuato il “mix” che le scatena


In seguito, i partecipanti non hanno assunto nulla per due settimane, alla conclusione delle quali, gli studiosi hanno invertito i gruppi. Al gruppo che aveva assunto l’antiossidante è stato somministrato il placebo e viceversa. Dopo sei settimane, i ricercatori hanno ripetuto i test di verifica.

Ne è emerso che assumendo il supplemento, la dilatazione delle arterie risultava migliorata del 42%, tramutando così i vasi sanguigni dei volontari nell’equivalente dei vasi sanguigni di persone fino a 20 anni più giovani. Gli studiosi hanno anche rilevato che, se mantenuto, questo miglioramento può ridurre fino al 13% le malattie cardiache negli ultra-sessantenni.

Le conclusioni

I ricercatori evidenziano che i risultati devono ancora essere confermati con ulteriori verifiche. Ma, sebbene l’esercizio fisico resti il miglior metodo per favorire la salute cardiovascolare, la nuova scoperta rappresenterebbe comunque un’opzione ulteriore in aiuto degli anziani con difficoltà motorie.

Shares
Share This