Allergie alimentari nei bambini
Cresce il numero delle allergie alimentari fra i bambini. Solo in Italia si contano oltre mezzo milione di casi e il fenomeno è in costante incremento. Secondo un recente studio americano, condotto dalla Nortwestern University e pubblicato su The Journal of Allergy and Clinical Immunology, la causa di questo boom potrebbe essere attribuita a un mix di genetica e di fattori ambientali che, se presi nell’insieme, contribuirebbero al futuro sviluppo di allergie ai cibi nei più piccoli.


LEGGI ANCHE: Sindrome dei bambini farfalla: che cos’è l’Epidermolisi Bollosa


L’esposizione della pelle a saponi che non vengono sciacquati, come quelli delle salviette per neonati, e che provocano un indebolimento della barriera lipidica della cute, la polvere presente nell’ambiente domestico, gli allergeni alimentari e una predisposizione genetica. Questi gli “ingredienti” del mix. Come evidenziato nella ricerca, l’allergia alimentare si innescherebbe nel momento in cui questi fattori si verificano insieme.

Lo studio, “è un importante progresso nella nostra comprensione di come l’allergia alimentare inizi presto nella vita“, ha commentato Joan Cook-Mills, autore della ricerca e professore di immunologia allergologica presso la Scuola di Medicina Feinberg della Northwestern University.

Ridurre i fattori di rischio delle allergie alimentari

Come si potrebbe limitare i fattori di rischio che determinano lo sviluppo delle allergie ai cibi? Adottando nuove abitudini nella cura quotidiana dei bambini, a partire dallo stesso ambiente domestico.

Qualche esempio? “Lavando le mano in modo da ridurre l’esposizione della pelle dei bimbi agli allergeni“, suggerisce Cook-Mills. O ancora “limitando l’uso delle salviette igieniche sui neonati perché lasciano sapone sulla pelle“.

Dati sulle allergie alimentari

In Italia sono 570mila gli under 18 che soffrono di allergie alimentari. Di questi, 270mila bimbi tra gli 0 e i 5 anni; 180mila tra i 5 e i 10 anni e 120mila tra i 10 e i 18 anni.

L’allergia alimentare più frequente nella fascia più debole, quella tra gli zero e i cinque anni, è l’allergia al latte vaccino, seguita da quella alle uova.

Shares
Share This