O.S.H.M.D. - TERZA PARTE

Dott Renato Rossi Dermatologo a SenigalliaIl dermatologo Renato Rossi, in esclusiva per Isplad, illustra i vantaggi e le peculiarità della dermoscopia da 170 fino a 400x, o Optical Super High Magnification Dermoscopy (O.S.H.M.D.), con un ampio corredo fotografico.

Qui il terzo di tre articoli, pubblicati su questo sito in sequenza.

 

Di Renato Rossi (cliccare sul segno + per aprire)

Ormai da diversi anni in dermatologia l’impiego della dermoscopia ha dimostrato di facilitare il riconoscimento clinico di diverse patologie cutanee, sia di natura infiammatoria che infettiva, nonché in ambito oncologico nella diagnostica dei tumori della pelle.

Tuttavia, nonostante i progressi nell’affinazione delle acquisizione delle immagini e nella codifica delle stesse attraverso la ricerca di pattern e criteri, nella pratica dermoscopica quotidiana a volte ci troviamo di fronte a casi di difficile interpretazione.  Diventa così arduo decidere come gestire la lesione e sarebbe utile poter scendere più nel dettaglio per chiarire i nostri dubbi diagnostici.

A questo punto ci si offre la possibilità di un upgrade: cambiando ottica e settaggio in 10 secondi siamo proiettati nel mondo dell’alto ingrandimento demoscopico o Optical Super High Magnification Dermoscopy (O.S.H.M.D). Vediamo particolari ed aspetti che ci facilitano e ampliano l’interpretazione delle immagini convenzionali, partendo da 170x, 240x e 300x fino ad arrivare all’ingrandimento di 400x, che ci permette di evidenziare le singole cellule. Le immagini sono ottenute da una visione ottica diretta della lesione e non dalla moltiplicazione digitale dell’immagine convenzionale.

Si tratta di immagini per certi aspetti simili a quelle che si possono acquisire con il Laser Confocale e che ci permettono in vivo un ingrandimento prossimo alla sezione istologica del patologo.

Possiamo avere una visione approfondita della rete e dei globuli: dettagli inediti che ne chiariscono le atipìe come l’eterogeneità delle dimensioni dei melanociti patologici; nelle aree chiare di regressione del melanoma, scopriamo gli “angled nests” e l’“angulated network”, coi melanociti stipati in un’architettura tissutale epidermica sovvertita; infine il “cellular spread” con la dispersione dei melanociti ci basta per capire che si tratta di melanoma.

L’obiettivo è quello di iniziare a formare nella nostra mente una nuova iconografia dermoscopica che si integra con quella convenzionale e che contribuisce a migliorare le nostre capacità diagnostiche.

Ecco una serie di immagini che aprono le diverse prospettive di impiego della dermoscopia 400x.

Nella prima parte abbiamo visto come l’O.S.H.M.D. ci consente una visione approfondita della rete e dei globuli; nella seconda parte il “Cellular spread”,gli “angled nests, l’”angulated network” e il “Roundish Network”.
Ora ci occuperemo di “TARGHET CAPILLARIES”, ”BLUEBERRY”, ”BLACKBERRY”, “melanoma spitzoide” e “cheratosi attinica”.

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FOTO 1

La foto 1 ci mostra il “TARGHET CAPILLARIES”: così si presenta a 400X la depigmentazione reticolare: area centrale rotondeggiante chiara che lascia trasparire i capillari irregolari della papilla, circondata da un anello soffuso di un colorito più intenso.

FOTO 2

Nella foto 2 l’istologia ci mostra che questo anello esterno (A) corrisponde alle creste interpapillari in cui l’intensa proliferazione di melanociti pleiomorfi circonda la papilla dermica (dall’alto lo vediamo come un anello soffuso: non riusciamo a distinguere i singoli melanociti perché sono nel derma). Il tetto della papilla (B) forma l’area più chiara in quanto lo strato di melanociti che ricopre l’apice della papilla è più sottile e lascia intravvedere i vasi sottostanti.

FOTO 3, 4 , 5, 7 

Il targhet capillaries si conferma nella rete invertita di questi melanomi

FOTO 3, 4 , 5, 7

Il targhet capillaries si conferma nella rete invertita di questi melanomi

FOTO 3, 4 , 5, 7

Il targhet capillaries si conferma nella rete invertita di questi melanomi

FOTO 3, 4 , 5, 7

Il targhet capillaries si conferma nella rete invertita di questi melanomi

FOTO 6       

In questo melanoma in situ la depigmentazione reticolare è poco evidente: le linee sono poco chiare, mentre a 400x il “TARGHET CAPILLARIES” è evidente ed aiuta la diagnosi

FOTO 8                                         

”O.S.H.M.D.“ non è soltanto 400X ma anche ingrandimenti inferiori: qui i punti neri difficilmente decifrabili a 40X, a 240X si evidenziano all’interno di un carcinoma basocellulare in collisione con un nevo dermico. I punti neri sono uniformemente neri, con bordi netti: ”BLUEBERRY”

FOTO 9

Nel melanoma i punti neri presentano più colori ed i bordi sono sfrangiati: ”BLACKBERRY”

FOTO 10

A confronto i due aspetti

FOTO 11

La presenza di “BLUEBERRY” ci conferma la diagnosi di carcinoma basocellulare di piccole dimensioni

Foto 12

Nei nevi di Spitz osserviamo un tappeto di cellule uniformi: non sappiamo se siano melanociti o cheratinociti pigmentati

FOTO 13

Più irregolare è il quadro che ci si presenta nel melanoma spitzoide

FOTO 14 e 15

Le caratteristiche dermoscopiche della lentigo maligna e della cheratosi attinica pigmentata son molto più definite a 400X rispetto al 20X

FOTO 14 e 15

Le caratteristiche dermoscopiche della lentigo maligna e della cheratosi attinica pigmentata son molto più definite a 400X rispetto al 20X

FOTO 16

Nella cheratosi attinica i follicoli sono evidenziabili e lo strato cheratinico costituisce un sottile velo, mentre nel carcinoma squamocellulare lo strato cheratinico è ispessito e disordinato e si nota un solo follicolo

Come per ogni nuova metodica, sono in corso più approfondimenti e studi di validazione di questa nuova dimensione dermoscopica, ma le prime osservazioni sono più che promettenti.