Botulino: novità in arrivoNovità in arrivo per quanto riguarda il botulino. Nuove tossine stanno arrivando sul mercato, alcune già approvate e prossime alla commercializzazione. Dagli Usa proviene la molecola Daxibotulinum-toxinA. Il suo plus è che contiene un peptide che fa durare la tossina fino 23 settimane. Inoltre è molto stabile, non contiene albumina umana, né derivati animali e non va tenuta in frigorifero.
Dall’Oriente stanno per arrivare invece altre formulazioni come Prabotulinum-toxinA, approvato dall’FDA, e Letibotulinum-toxinA, che ha avuto il consenso da FDA ed EMA. Entrambe non sono molto diverse dalla molecola originaria; il loro vantaggio principale dovrebbe essere rappresentato da un minor costo. Sempre dagli States in USA, è stata messa a punto un’altra molecola, BoNT/E, che permette un’azione rapidissima, entro poche ore dall’iniezione, e di durata molto breve, dalle 2 alle 4 settimane. Si potrà utilizzare per trattamenti last minute o in pazienti indecisi che desiderano provare l’effetto non avendo un risultato duraturo. Dall’Europa arriverà invece una tossina già presente da anni, Abobotulinum, che è disponibile in forma liquida. Il medico quindi non deve provvedere a diluire la polvere liofilizzata e questo riduce il rischio di errori, anche se non consente allo specialista di scegliere la diluizione in base alle diverse esigenze.

I diversi usi in dermatologia del botulino

Dunque esiste un gran fermento intorno a questa molecola e non solo in campo estetico. «Basti pensare che attualmente ci sono 44 studi scientifici in corso su botulino e patologie della pelle» spiega Maurizio Benci, dermatologo e socio fondatore di AITEB (Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino), intervenuto al recente Congresso nazionale Isplad. «La tossina botulinica non ha solo la peculiarità di bloccare il neurotrasmettitore acetilcolina a livello della placca neuro-muscolare, ma può agire anche a livello neuro-ghiandolare. Inoltre può bloccare le molecole deputate all’infiammazione e ha una funzione vaso regolatrice. Tutto questo la rende indicata per ridurre un’eccessiva seborrea, ma anche per trattare acne, pori dilatati e rosacea. Si ottengono risultati anche per ridurre il flashing nel volto e nel décolleté». In tutti questi casi, il botulino viene iniettato in microdosi. «Si è osservato che microiniezioni di botulino negli strati superficiali della pelle vanno a diminuire la produzione di sebo ma anche l’attività delle microfibre cutanee, con un evidente effetto lifting, per esempio del terzo inferiore del volto» aggiunge l’esperto.

Una nuova frontiera dell’utilizzo della tossina botulinica riguarda l’alopecia androgenetica. Vi sono importanti evidenze e numerosi studi che comprovano l’efficacia del botulino nel trattamento di questa patologia. Si ipotizza che la tossina botulinica, agendo sul tessuto muscolocutaneo, aumenti il flusso sanguigno, con un maggior apporto di ossigeno e nutrienti ai follicoli. Ne deriva un miglioramento del metabolismo cutaneo e una eliminazione del diidrotestosterone che non è più in grado così di atrofizzare il bulbo pilifero.

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