Chiarimento sull’articolo scientifico di Jeremian et al. (2023): i filtri solari NON aumentano il rischio di tumori cutanei

Milano, 10 agosto 2026 – Negli ultimi giorni abbiamo osservato una crescente diffusione, anche attraverso social media e mezzi di comunicazione, di interpretazioni errate riguardanti uno studio scientifico pubblicato nel 2023 sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention (Jeremian R. et al., PMID: 37642678).

Alcuni commenti hanno erroneamente sostenuto che lo studio dimostrerebbe come l’uso delle creme con filtri solari aumenti il rischio di melanoma e di altri tumori della pelle, arrivando persino a suggerire che esporsi al sole senza protezione sarebbe più sicuro.

Questa interpretazione è scientificamente scorretta e non corrisponde alle conclusioni degli Autori.

Cosa ha realmente studiato la ricerca?

Lo studio è un’importante analisi epidemiologica e genetica condotta sulla UK Biobank, una delle più grandi banche dati biomediche disponibili a livello internazionale.

L’obiettivo principale della ricerca era valutare come varianti genetiche coinvolte nella riparazione del DNA interagiscano con diversi fattori ambientali e comportamentali nel determinare il rischio di tumori cutanei.

L’uso dei filtri solari rappresentava semplicemente una delle numerose variabili raccolte, insieme a:

  • fototipo cutaneo;
  • storia di scottature;
  • colore della pelle;
  • colore dei capelli;
  • modalità di esposizione al sole;
  • capacità di abbronzarsi;
  • predisposizione genetica.

Lo studio non è stato progettato per valutare l’efficacia o la sicurezza dei filtri solari, né per stabilire se essi provochino tumori della pelle.

Perché i soggetti che usavano la crema solare presentavano più frequentemente tumori cutanei?

Questo rappresenta il punto che ha generato il maggiore equivoco.

Le persone che dichiarano di utilizzare abitualmente creme solari sono spesso proprio quelle che presentano già un rischio più elevato di sviluppare tumori cutanei, perché hanno:

  • pelle molto chiara;
  • numerosi nevi;
  • una maggiore suscettibilità alle scottature;
  • un’importante esposizione al sole;
  • una familiarità per melanoma;
  • talvolta una precedente storia personale di tumori cutanei.

In epidemiologia questo fenomeno è noto come confondimento (confounding by indication): il fattore osservato (l’uso della crema) identifica una popolazione già ad alto rischio, ma non rappresenta necessariamente la causa dell’aumento dei tumori.

Confondere un’associazione statistica con un rapporto di causa-effetto costituisce un errore metodologico ben noto.

Che cosa affermano realmente gli Autori?

Gli Autori non concludono in alcun punto dell’articolo che i filtri solari siano cancerogeni, né invitano a ridurne l’utilizzo.

Al contrario, il messaggio principale dello studio riguarda l’importanza delle interazioni tra predisposizione genetica e fattori ambientali nello sviluppo dei tumori cutanei.

Le raccomandazioni scientifiche non cambiano

Le attuali raccomandazioni delle principali società scientifiche internazionali e delle autorità sanitarie rimangono pienamente valide.

La prevenzione dei tumori della pelle comprende:

  • evitare le scottature;
  • limitare l’esposizione solare intensa, soprattutto nelle ore centrali della giornata;
  • utilizzare indumenti protettivi, cappelli e occhiali da sole;
  • applicare correttamente creme solari ad ampio spettro come parte di una strategia complessiva di fotoprotezione, senza considerarle l’unico mezzo di prevenzione;
  • sottoporsi periodicamente a controlli dermatologici, in particolare nei soggetti a rischio.

Un invito alla corretta divulgazione scientifica

La medicina moderna si fonda su una corretta interpretazione delle evidenze scientifiche.

Estrapolare un singolo dato statistico dal contesto di uno studio può generare conclusioni fuorvianti e messaggi potenzialmente dannosi per la salute pubblica.

Invitiamo pertanto operatori sanitari, mezzi di informazione e cittadini a fare riferimento all’intero contenuto dell’articolo scientifico e alle raccomandazioni delle società scientifiche, evitando interpretazioni non supportate dalle evidenze.

Il Consiglio Direttivo ISPLAD
dott. Giuseppe Scarcella, dermatologo
prof.ssa Ornella De Pità, dermatologa
dott.ssa Alda Malasoma, dermatologa
dott.ssa Mariuccia Bucci, dermatologa
dott.ssa Elisabetta Perosino, dermatologa
dott.ssa Laura Colonna, dermatologa
dott.ssa Marina Romagnoli, dermatologa
dott. Andrea Romani, dermatologo
dott. Giulio Ferranti, dermatologo
prof. Antonino Di Pietro, dermatologo

Dermatologi impegnati nella prevenzione e nella diagnosi precoce dei tumori cutanei